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 Il partito dell'amore

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kaabor



Messaggi : 115
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MessaggioTitolo: Il partito dell'amore   Ven Gen 22, 2010 9:41 pm

IL POST E' STATO ELIMINATO DALL'AUTORE


Ultima modifica di kaabor il Sab Mar 06, 2010 6:25 pm, modificato 2 volte
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GIOVANNI CAVALLI



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MessaggioTitolo: Re: Il partito dell'amore   Sab Gen 23, 2010 7:44 pm

CARO KAABOR
a proposito di Piero Ostellino...eccoti la sua ultima perla...che forse ti era sfuggita....sai LUI cazzeggia anche sul Corriere del Ticino....purtroppo !21 gen 2010 05:30 | Commenti CdT / Commento
Articolo visitato 132 volte

di PIERO OSTELLINO - Il decennale della scomparsa di Bettino Craxi era un’ottima occasione per ripensare criticamente Tangentopoli e Mani pulite e chiedersi perché l’ex segretario del PSI – del quale sono state tessute le lodi come uomo politico, riformatore e persino statista – sia stato, allora, fatto fuori e per di più, come ha detto persino il presidente della Repubblica, quel galantuomo di Giorgio Napolitano nella lettera alla vedova, con tanta «durezza». Nessuno se lo è chiesto perché Tangentopoli e Mani pulite rappresentano la coscienza sporca degli italiani. Si è preferito discutere se intitolare o no una via di Milano a Bettino Craxi; un argomento futile per evitare quello più impegnativo. Parlarne non conviene al Partito democratico, che di Mani pulite è stato beneficiario politicamente, anche se poi non ha saputo spiegarsi politicamente il successo di Berlusconi. Non conviene a media e intellettuali, che avevano legittimato l’ondata antipolitica e ancora adesso confondono la Giustizia col giustizialismo e i processi in piazza.
Eppure, era stato lo stesso Craxi – nel discorso del 3 luglio 1992 alla Camera dei deputati – a offrire alla classe politica di allora il «metodo» su cui riflettere e col quale uscire dalla crisi. «Ciò che bisogna dire, e che tutti sanno benissimo, è che buona parte del finanziamento politico è irregolare o illegale… Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale, allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale… Un finanziamento irregolare o illegale al sistema politico, per quante reazioni e giudizi negativi possa comportare e per quante degenerazioni possa aver generato, non è e non può essere considerato un esplosivo per far saltare un sistema, per delegittimare una classe politica, per creare un clima nel quale di certo non possono nascere né le correzioni che si impongono né un’opera di risanamento efficace, ma solo la disgregazione e l’avventura».
Il suo era un appello all’«etica della responsabilità», che è, poi, l’etica della politica, e che si preoccupa delle conseguenze del-l’«etica dei principi», ben consapevole che la sua applicazione può essere ben peggiore della sua abdicazione. Ma il Paese, la magistratura inquirente, quella parte della classe politica che si illudeva di potere trarre beneficio dallo scandalo in cui erano precipitati i partiti di Governo non seppe o non volle, anche per viltà, tenerne conto. Quel che è peggio, pare non saperne o volerne tener conto ancor oggi per conformismo. Lo racconta, in un bellissimo articolo-testimonianza, una fonte non sospetta, Pietro Sansonetti, allora vicedirettore dell’Unità. Ne riassumo in pillole il pensiero: «Credo – scrive – che Bettino Craxi sia stato l’ultimo difensore dell’autonomia della politica… La prima impressione è che con l’inchiesta Mani pulite… i giudici mettano sotto scacco sia la politica sia l’economia… Quando l’inchiesta si conclude…l’economia non è neppure scalfita… L’ultimo discorso di Bettino Craxi, quello della chiamata di «correo»verso tutto il mondo politico, ha una sua grandezza ma è anche la dichiarazione di sconfitta, di resa… Giovanni Conso, in quel momento ministro della Giustizia, varò un decreto giusto… che distingueva tra finanziamento dei partiti e corruzione… tra irregolarità e furti… I responsabili del Corriere della sera, della Stampa, di Repubblica e dell’Unità si consultavano alle sette di sera e decidevano come fare la prima pagina… Decidemmo che il decreto andava affossato… Il giorno dopo i quattro giornali avevano tutti l’editoriale contro. Il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, non firmò il decreto. Conso lo ritirò» (Craxi e la sera della politica, Il Foglio, 19 gennaio).
Sansonetti è un vecchio marxista; io sono un vecchio liberale. Ma condivido totalmente ciò che ha scritto. Tangentopoli era stata la risposta del sistema economico alle aperture dell’Italia, con l’ingresso nella Comunità europea e alla concorrenza internazionale, al pericolo di una sua estensione alla concorrenza interna. Il tarlo della corruzione tangentista stava nella scarsa o nessuna trasparenza dei bilanci di tante aziende. Guido Carli, cui si devono queste riflessioni nelle sue memorie postume, aveva, al riguardo, proposto l’adozione di uno «Statuto dell’impresa» che separasse quanto c’era di protezionismo e di assistenzialismo pubblico e quanto di pura imprenditorialità nell’industria italiana. Ma la sua proposta era stata bocciata all’unanimità dalla Giunta della Confindustria che lui stesso presiedeva. Con Tangentopoli, era nato – nella rappresentazione che ne avevano dato i media di proprietà del mondo industriale – un sistema di corrotti (i politici) senza corruttori (gli imprenditori). Letto retrospettivamente, il discorso di Craxi diceva in buona sostanza che se tutti pagavano le tangenti e tutti le prendevano, il caso non poteva essere giudiziario, ma era politico e dalla Politica (con la P maiuscola) doveva essere risolto.
Ma la politica (con la p minuscola) abdicò alle proprie funzioni e si consegnò nelle mani della magistratura che fece il suo mestiere con spirito rivoluzionario e vocazione palingenetica. E il Paese – dove la corruzione ha un tasso più alto di allora, soprattutto a livello locale – non ne è ancora uscito. Con Mani pulite non ha vinto – come crede Sansonetti da marxista – il liberismo di un sistema economico che si era liberato della Politica, ma l’opposto, il capitalismo delle rendite e dei sussidi, parassitario e nemico della concorrenza; si sono saldate l’Italia collettivista e «sovietica» dell’Ordinamento giuridico nato col compromesso del 1948 (la Costituzione che parla della democrazia italiana «fondata sul lavoro» e «riconosce» la proprietà privata come una fatalità condizionata all’«utilità sociale», (che non sa che cosa sia) e l’Ordinamento corporativo ereditato dal fascismo. Un capolavoro di sintesi neototalitaria; ha trionfato l’Italia del Gattopardo, dove si cambia sempre qualcosa affinché non cambi nulla e tutto rimanga come prima se non peggio di prima.
Come ha scritto Sansonetti, allora il Corriere della sera era dalla parte di Mani pulite e, quel che è peggio,coordinava la sua linea politica – fondamentalmente sbagliata – con quella di altri giornali, venendo meno a un principio sacro dell’informazione: l’indipendenza e l’autonomia critica e di giudizio. Faceva, probabilmente, gli interessi del suo editore di riferimento, la grande industria, che era per il compromesso storico fra Democrazia cristiana e Partito comunista, ed era perciò contrario a Craxi e al Partito socialista che prefiguravano una via riformista alla modernizzazione del Paese. Ma, a onore del direttore di allora, Paolo Mieli, bisogna anche aggiungere che consentì a me di scrivere editoriali diametralmente opposti alla sua linea e in linea con quanto sto scrivendo qui, ora, e quanto anche altri adesso pensano. L’Italia è spesso un Paese di «pluralismo delle convenienze», ma privo di convinzioni. Però, qualcuno che qualche convinzione ce l’ha e la esprime c’è. Ho scritto, paradossalmente, che quel qualcuno sono spesso io stesso, nella veste del buffone scespiriano, cui è concesso di dire che «il re è nudo». Ma aggiungo anche che – ancorché in tale veste – c’è ancora un giornale nel mio Paese dove lo posso fare. Si chiama Corriere della sera.
Piero Ostellino

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kaabor



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MessaggioTitolo: Re: Il partito dell'amore   Sab Gen 23, 2010 9:59 pm

No, caro Giovanni Cavalli, non ho letto
l'articolo di Ostellino sul Corrierone!
Non l'ho letto perché non riesco a leggere
quel quotidiano. Riconosco che è una mia
grave pecca, ma solo la vista della prima
pagina, mi provoca un certo prurito alle
mani.
Mi irrita solo la vista della prima pagina,
figuriamoci il contenuto!
Ero costretto a leggerlo, insieme con altri
quotidiani, durante la mia attività e prima
di andarmene in pensione, ma ..... sapessi
con quale sofferenza dovevo affrontare la
lettura.
Il Corrierone è stato sempre uno strumento
del potere, sempre, dal fascismo alla Dc
ed ora (pur con quell'aria super partes) di
papi e della sua "corte dei miracoli"
Soprattutto gli articoli di certi imbrattapagine
tra i quali Ostellino mi risultavano nauseanti,
speciamente negli anni in cui questo
gazzettiere era il corrispondente da Mosca.
In ogni caso ha letto l'articolo che mi hai
evidenziato e ...... sono d'accordo con la
tua fulminante osservazione!
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Nabucco



Messaggi : 139
Data d'iscrizione : 23.04.08

MessaggioTitolo: Re: Il partito dell'amore   Lun Gen 25, 2010 12:31 pm

Caro Kaabor,

e' pure peggio, l'articolo in questione non e' stato scritto per il corriere della sera ma per il corriere del ticino.
Le stupidaggini (tangentopoli e mani pulite rappresentano la coscienza sporca degli italiani) ostellino le esporta pure oltre confine.

Cosi ora gli amici ticinesi sapranno che a doversi vergognare di tangentopoli e dell'indagine che ne scopri le nefandezze non e' una classe politica e imprenditoriale che aveva fatto del furto (fara' cosi fatica ostellino a usare i verbi correttamente?) una ragione di vita ma "gli italiani" in generale pure quelli che come il sottoscritto (ed immagino anche tu, Giovanni e molti altri) ricordano il faccione rubicondo del ladro morto in latitanza craxi quando in diretta televisiva ci chiedeva di "stringere la cinghia" mentre i suoi conti in Svizzera e ad Hong Kong aumentavano giornalmente e lui alla sua cinghia aggiungeva un altro buco, dalla parte dove finisce pero'.

Ma, naturalmente, secondo le belle anime pidielline a dare un'immagine negativa dell'Italia all'estero sono gli scrittori come Saviano quando denunciano la mafia.


Ultima modifica di Nabucco il Lun Gen 25, 2010 5:45 pm, modificato 1 volta
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kaabor



Messaggi : 115
Data d'iscrizione : 05.05.08

MessaggioTitolo: Re: Il partito dell'amore   Lun Gen 25, 2010 4:02 pm

E' vero, ed hai ragione! Ostellino può
impunemente parlare male di noi e del
nostro Paese all'estero perché dice la
verità, lui!
Invece Saviano non può, lui! Lui compie
un'azione antinazionale perché esporta
e fa conoscere tutte le nostre magagne
agli stranieri. Si vergogni! Parola di papi!
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