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 Ah, Uolter Uolter, perché non cambi mestiere?

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kaabor



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MessaggioTitolo: Ah, Uolter Uolter, perché non cambi mestiere?   Mar Feb 17, 2009 12:36 pm

IL POST E' STATO ELIMINATO DALL'AUTORE


Ultima modifica di kaabor il Sab Mar 06, 2010 10:03 pm, modificato 1 volta
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Nabucco



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MessaggioTitolo: Re: Ah, Uolter Uolter, perché non cambi mestiere?   Mer Feb 18, 2009 12:08 pm

Mamma mia Kaabor,

devi avere dei "contatti" molto in alto. Pochi minuti dopo il tuo commento il caro Uolter, serenamente, pacatamente, si e' dimesso.
Sintomatico che anche in quello abbia sbagliato (tenace il nostro). L'ho ha fatto infatti nel giorno della sentenza sul processo Mills spostando quindi l'attenzione sulle sue dimissioni. Cosi, nel giorno in cui un tribunale afferma con tanto di sentenza che Berlusconi e' un corruttore, la gente parla delle dimissione pacate e serene di Veltroni. Coerente (negli errori) fino all'ultimo. Fossi nel premierino mi preoccuperei, un avversario cosi sara' difficile trovarlo. Lasciami fare un'ultima considerazione, in Malesia si dimette una parlamentare perche' sono circolate foto di lei nuda, un ministro giapponese si dimette perche' (forse) ubriaco al G7. Nel bel paese il primo ministro e' giudicato corruttore, cosa succedera'? Si riformera' la giustizia e, naturalmente, ci pensera' lui.
Si sta molto bene a Londra di questi tempi.
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kaabor



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MessaggioTitolo: Re: Ah, Uolter Uolter, perché non cambi mestiere?   Mer Feb 18, 2009 1:53 pm

Non sono tanto importante da arrivare così in alto, come tu,
scherzando, presumi.
La mia è solamente una semplice considerazione sullo stato
di salute del PD, sulla sua funzione, sul suo modo di agire,
sulla lunga teoria di sconfitte subite. Le dimissioni del
segretario sono l'atto politico minimo che potesse essere
compiuto.
Ci sarebbe da aggiungere che assegnare tutte le colpe al
segretario è ingiusto, oltre che ingeneroso. Le colpe (anche
se al segretario vanno quelle maggiori) devono equamente
essere ripartite tra tutti i dirigenti.
Ma, soprattutto, v'è un peccato di origine e ritengo che questo
partito abbia una vita breve perché convivono in esso almeno
due anime, due anime inconciliabili tra loro. Due culture, la
cattolica progressista e la socialdemocratica che, salvo alcuni
aspetti di carattere sociale, poco hanno in comune.
Questo "poco in comune" è stato dimostrato dalle vicende
delle cellule staminali, del testamento biologico, della laicità
dello Stato, delle coppie di fatto, della omosessualità e via
dicendo.
Uolter ha fatto bene a dimettersi e, anche se le sue dimissioni
collimano con la sentenza che tu ricordavi, era un atto dovuto,
politicamente dovuto.
Naturalmente questo non significa che, per il futuro, le cose
possano andare meglio per il PD in quanto il vizio di origine,
(la sua nascita) rimane!
Fortunato tu, che vivi a Londra, in un Paese civile, senza
Cavalieri che governano e senza prelati che vorrebbero
trasformare l'Italia in una grande sacrestia.
Ciao, ciao.
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Nabucco



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MessaggioTitolo: Re: Ah, Uolter Uolter, perché non cambi mestiere?   Mer Feb 18, 2009 4:46 pm

Certamente scherzavo, ma il tuo tempismo e' stato incredibile e dimostra quanto "buone" siano le tue considerazioni. Condivido parola per parola il tuo commento, soprattutto l'analisi dei "mali" originali del PD (che ancora ritengo l'unica speranza per un cambiamento serio in Italia). Proprio stamane, parlando (o meglio digitando) con un amico facevo l'amara constatazione che la cosa peggiore capitata al centrosinistra (o meglio al minestrone che oggi chiamiamo centrosinistra) sia stata la vittoria alle penultime elezioni. Vittoria ottenuta solo in virtu' di alleanze "ammalate" in partenza e destinate ad esplodere al minimo tocco. Vittoria ottenuta basandosi sulla necessita' di battere un nemico comune piuttosto che su un programma comune. Programma che, come dici benissimo tu, non potra' mai essere comune tra fazioni cosi' distanti tra di loro sulla maggior parte delle problematiche italiane. E dunque, che fare? Rassegnarsi al fatto che 50 anni di DC e 20 di berlusconismo hanno precipitato il paese in un abisso culturale, hanno convinto la gente che la politica e' cosa "sporca" (il peccato piu' abbietto commesso da questa gentaglia), hanno convinto che chiunque governi non cambia nulla ed allora tanto vale che governino loro, almeno ce n'e' per tutti (il che e' pure falso, ce n'e' solo per loro ma alla gente basta la promessa), hanno convinto la gente che il furbo va avanti, l'onesto e' stolto e ci rimette, hanno convinto la gente che italiano (e gia' che c'erano, cattolico) e' bello ed e' meglio e tutto cio' che non lo e' diventa spazzatura e va scacciato. Insomma hanno tolto alla gente il piaceredoverebisogno di pensare (e la gente, va detto, non si e' opposta). Quando un paese accetta che il proprio premier sia "ufficialmente" un corruttore (in primo grado certamente ma in quale altro paese non si sarebbe dimesso?), che se ne fotta allegramente anzi, non glielo si puo' nemmeno dire perche' almeno finche' ricopre quella carica e' immune da bazzecole come processi e sentenze (manco in Africa e non vorrei che gli africani si offendessero), siamo alla frutta socialmente parlando. Allora, dicevo, rassegniamoci ad essere minoranza ma prendiamo conoscenza di che minoranza vogliamo essere, fuori dai piedi margherite e idv (che si, sono meglio di tanti ma, porco cane, sempre destra rimane) vari, fuori dai piedi pure chi (e lo dico a malincuore) non riesce a staccarsi dagli anni '60 e a capire che il comunismo e' un grandissimo ideale (il migliore) ma va applicato ai tempi in cui viviamo. Si crei un vero PD, con gente che la pensa allo stesso modo, ci si tolga dalla testa l'idea di vincere le prossime elezioni (dio ce ne scampi), la si pianti di pensare al breve e si cominci a pianificare su tempi piu' lunghi (altrimenti non si esce dal gioco attuale e perverso) e si cominci a fare informazione (ma e' mai possibile che "l'affaire" Mills non sia "L'ARGOMENTO" del giorno?), istruzione ai giovani, si rompano i coglioni (scusa il linguaggio ma e' una giornata cosi), si denunci questo immondo stato di cose e lo si faccia a testa alta togliendoci dalle scatole pure gente implicata in qualsiasi problema giudiziario. Poi, si lasci fare al tempo il suo lavoro. Mi sembra l'unico galantuomo rimasto, lasciamolo lavorare.

ciao e passa da Londra, ne vale la pena
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kaabor



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MessaggioTitolo: Re: Ah, Uolter Uolter, perché non cambi mestiere?   Mer Feb 18, 2009 6:47 pm

Se fosse maticamente, e logicamente, possibilie
affermare l'esistenza del 101% dovrei dichiarare
di essere d'accordo con te al 101%.
Non ti scoccerò, quindi, nel ripetere gli argomenti
e le giuste osservazioni che poni in evidenza con
tanta forza e precisione.
Dirò solo che mi sento un tantino angosciato
dall'amara constatazione che sto vivendo in un
Paese che pare aver perduto ogni dignità.
Sicuramente il tempo è un galantuomo, ma deve
essere un tempo ben lungo. Oggi non riesco a
vedere l'uscita dal tunnel nel quale viviamo e non
ne vedo nemmeno le premesse per l'uscita.
La nuova generazione è peggiore della precedente
ed è chiaro che sia così perché è stata educata,
allevata, nel più completo diprezzo dell'onestà,
della moralità pubblica e privata. E' stata educata
al "chi se ne frega" ed a "farsi gli affari propri"
invece che all'impegno sociale, politico e
cominciare a farsi anche gli "affari degli altri".
Oggi tutti sono informati e interessati sulle vicende
delle "veline" e dei calciatori, sul festival delle
canzonette, sui fatti di cronaca nera. Nessuno pare
interessarsi del grande corruttore nazionale, il quale
può impunemente continuare a diffondere le sue
sciocchezze e le sue bugie.
Viviamo (vivo) nel Paese dell'indifferenza, della
corruzione, del pressapochismo, del razzismo
più bieco (altro che "Italiani brava gente!")
Dobbiamo prendere atto del vecchio adagio che
recita: "Ogni popolo ha il governo che si merita".
Credo che dovranno passare almeno due
generazioni prima di vedere il Paese risorgere, ma
risorgerà a condizione che venga avviata fin da
subito una nuova politica ed una nuova educazione.
Chi potrà attuarla se gli attuali "maestri" sono quelli
che hanno prodotto questi risultati?
Dovremmo disporre di nuovi maestri, ma, all'orizzante,
ancora non si vedono (perlomeno io non li vedo).
Ecco perché occorreranno almeno due generazioni!
Mi sto accorgendo che il pessimismo, che in questi
tempi mi sta conquistando, rischia di farmi perdere
una parte della mia matrice "marxista". E proprio
in un punto fondamentale del suo pensiero:
"l'ottimismodella volontà", che contrapposto al
"pessimismo della ragione", dovrebbe impregnare di
sé l'impegno sociale da profondere per dare battaglia,
per cambiare le cose, per essere vincente.
Spero soltanto che si tratti di un momentaccio!
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Nabucco



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MessaggioTitolo: Re: Ah, Uolter Uolter, perché non cambi mestiere?   Gio Feb 19, 2009 12:32 pm

Tutto vero cio' che dici e il pessimismo credo attanagli tutti quelli che si impuntano a non cedere di fronte a questo dilagante malcostume. La tentazione e' forte, a volte fortissima, dell'abbandonarsi al classico: ma chi se ne frega? Ma chi me lo fa fare di incazzarmi per queste cose? Che mi frega se scacciano gli emigranti, che mi frega se abbiamo un premier corruttore e corrotto, che mi frega se la giustizia sociale in Italia e' derelitta se non dimenticata, che mi frega se tantissime famiglie sono sulla (o sotto) la soglia di poverta', che mi frega se siamo considerati dei mentecatti dal resto d'europa e dal mondo. In fondo, kaka e' rimasto a milano, sanremo e' sempre sanremo, del piero continua a segnare, in tv vedo le tette che voglio, l'alitalia ha ancora la coda tricolore, il ponte sullo stretto di messina si fara' (nel 2120), in fondo in Italia si vive bene (l'ultima ratio quando non sanno piu' che dire) ed io, nel mio piccolo, me la cavo e questo e' cio' che conta. Grazie al cielo, amico mio, questa e' una delle poche tentazioni (probabilmente l'unica) a cui so resistere senza problemi e mi par di capire che anche tu (e Giovanni e molti altri) lo faccia egregiamente.
Hai ragione quando dici che ci vorranno almeno 2 generazioni ma, come dici bene, succedera', perche' l'indole dell'uomo e' verso il miglioramento e non credo che "l'homo italicus" sia differente o peggiore, certo ora e' offuscato e confuso, ma passera', l'oscurantismo intellettuale, il degrado civile hanno sempre perso alla lunga. peccato trovacisi in mezzo.
Poi, anche per noi che giovincelli non siamo e aspettare 2 generazioni, insomma, una speranza c'e'. La storia recente ha insegnato che questi fenomeni (perche' non trovo altro termine per il berlusconismo) hanno sempre minor durata e tendono ad implodere avendo DNA malato. Hai visto mai che non succeda prima di quanto ci si aspetti? Questo naturalmente non cambierebbe la necessita di un processo evolutivo del modo di pensare della gente che comunque richiedera' una o due generazioni ma, perlomeno, sarebbe gia' qualcosa.
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GIOVANNI CAVALLI



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MessaggioTitolo: Re: Ah, Uolter Uolter, perché non cambi mestiere?   Gio Feb 26, 2009 12:45 pm

ITALIANI STRANA GENTE :

Iddio , impiego' a creare l' universo....solo sette giorni . Cosi' dicono .
Il nuovo Presidente degli USA ha impresso una radicale svolta
alla politica americana....ha ribaltato numerose scelte di G.W. Bush.
Barack Obama ha deciso di chiudere il carcere di Guantanamo
entro un anno. Ha fatto sospendere da subito la tortura .
Qualsiasi tipo di tortura ....in tutto il suo Paese .
Ha deciso di : ripristinare i sussidi a favore delle strutture sanitarie,
imporre limiti alle emissioni prodotte dalle loro grosse autumobili ,
modificare la politica verso l' Iran e riprendere il dialogo con la
Russsia...la quale sembra ha gia' sospeso l' installazione dei missili
decisa a suo tempo come risposta al progetto scudo spaziale USA .
La gente degli Stati Uniti ha dato un mandato chiaro ad Obama:
cambiare i connotati dell ' America , sfigurata da otto anni da G.W.B.

In Italia , invece si continua a parlare di riforme , senza che quelli di
centrodestra e centrosinistra , negli ultimi 15 anni siano riusciti a
guarire le tante e ben conosciute ferite nazionali .

La conclusione che ne traggo e' che la classe politica italiana e' lo
specchio di chi l 'ha messa al potere , ovvero noi , o meglio la
maggioranza degli italiani che non desiderano affatto modificare
i connotati del nostro bel Paese.
Dopotutto , non e' cosi malvagio vivere in un luogo dove tutto o
quasi e' permesso e si trova sempre un rimedio per cavarsi dai
guai perche' c'e' sempre un tuo concittadino “ piu' fesso “ che resta
fregato al posto tuo .

Quanto sopra , personalmente ha valenza anche in ambito locale .
Tifo per un Obama italiano che venga a darci la sveglia ed a
rivoltare l ' Italia come un calzino usato...pero' senza illudermi !
Giovanni Cavalli .
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Nabucco



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Data d'iscrizione : 23.04.08

MessaggioTitolo: Re: Ah, Uolter Uolter, perché non cambi mestiere?   Gio Feb 26, 2009 2:29 pm

Caro Gianni,

Rubo (spero mi perdonera') la formula "Kaaboriana":

Se fosse maticamente, e logicamente, possibilie
affermare l'esistenza del 101% dovrei dichiarare
di essere d'accordo con te al 101%.

Daniele
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